Realizza siti web migliori grazie ai test di usabilità

Una delle fasi della realizzazione di un sito web è la creazione della struttura concettuale del sito. Questa fase segue quella della pianificazione e anticipa quella dello sviluppo vero e proprio. È la parte del progetto in cui si crea un prototipo a bassa fedeltà del sito, in grado di dare un’idea di come sono organizzati i contenuti e come l’utente può interagire con esso. È il momento migliore per concentrarsi sull’architettura dell’informazione ed eseguire i primi test di usabilità.

Cosa è l’architettura dell’informazione

Secondo l’Information Architecture Institute l’architettura dell’informazione è la pratica di stabilire come distribuire le parti di qualcosa per renderla comprensibile. Questo vale per qualsiasi progetto editoriale. Nello specifico, nel caso dei siti web si tratta di capire come mostrare agli utenti il contenuto del sito ed agevolare le azioni che possono svolgere. L’architettura dell’informazione comprende:

  • il menu di navigazione;
  • gli elementi della singola pagina web;
  • la struttura del sito;
  • le parole che utilizziamo per comunicare le informazioni.

Lo scopo è quello di fornire i nostri contenuti ai visitatori nel modo in cui loro si aspettano di trovarli. In questo modo gli utenti potranno concentrarsi sul loro obiettivo, non sul modo di raggiungerlo.

Questo approccio deve partire sin dalla fase di pianificazione del progetto web, in cui dobbiamo abbozzare una struttura della navigazione e delle diverse pagine che compongono il sito, stabilendo i collegamenti tra di esse. Nella fase della creazione della struttura concettuale del sito, possiamo verificare “dal vivo” se la struttura che avevamo pianificato funziona anche nella realtà o se dobbiamo apportare dei miglioramenti. Per fare questo occorre realizzare una prima bozza del sito a bassa fedeltà, con pochi elementi grafici ma che riesca a dare un’idea delle singole pagine che lo compongono. In particolare, è necessario inserire sin da subito i collegamenti tra le pagine, le azioni che gli utenti potranno compiere all’interno del sito e le informazioni principali che vogliamo fornire loro. Quando il prototipo sarà pronto, il progetto comincerà a diventare “vivo” e sarà possibile procedere ai test.

Test di usabilità

La pianificazione, per quanto sia approfondita e dettagliata, non potrà evitare la presenza di errori di usabilità. Il motivo è semplice: gli sviluppatori credono di potersi mettere facilmente nei panni degli utenti. Inoltre, partono dal presupposto che se un sito può andare bene per loro, evidentemente è adatto a tutti. Nella realtà le cose sono diverse, per vari motivi:

  • innanzi tutto gli sviluppatori sono abituati all’uso di interfacce web, molto di più degli utenti “normali”;
  • lo sviluppatore può provare a mettersi nei panni di un nuovo utente, ma comunque conosce già la funzione o l’obiettivo di un sito. L’utente, sopratutto quello che arriva su quella pagina web per la prima volta, solitamente non sa nemmeno di cosa si parla, cosa può fare e cosa deve fare in quel sito.

Pertanto, anche se il progetto è stato pianificato e sviluppato pensando alle esigenze dell’utente, non è detto che raggiunga il suo scopo, perché tra l’utente e lo sviluppatore ci saranno sempre delle differenze di fondo. L’unico modo per accertarsi che il sito funzioni è farlo sperimentare agli utenti con dei test di usabilità.

Come eseguire i test di usabilità

Premessa: i test di usabilità dovrebbero essere eseguiti da professionisti, in particolare da UX designer specializzati in usabilità.

Problema: nella maggior parte dei progetti web, il budget non basta per svolgere test di usabilità in maniera professionale.

Soluzione: ricorrere ai test di usabilità fai-da-te. Questi test sono economici ed alla portata di tutti, non richiedono la partecipazione di molti utenti e possono essere ripetuti frequentemente, anche ad ogni step del progetto.

Il test di usabilità è un’intervista ad un utente, al quale chiediamo di provare un sito web per conoscere le sue considerazioni sullo stesso. Inoltre, durante i test chiediamo all’utente di eseguire alcune operazioni, chiamate task, per capire se lo stesso è in grado di completarli facilmente, oppure per individuare le difficoltà che può incontrare.

L’intervista viene condotta da uno dei membri del team, che in questa fase assume il ruolo di “facilitatore”. Gli utenti vengono intervistati singolarmente, nel corso della stessa giornata. Quanti utenti è necessario coinvolgere? Secondo Steve Krug, famoso guru dell’usabilità ed autore del bestseller Don’t make me think, tre è un numero sufficiente per rivelare i maggiori problemi di usabilità di un sito.

Il test viene eseguito utilizzando un software di “screen-recording”, cioè un programma in grado di memorizzare quello che accade su uno schermo, che sia anche in grado di registrare audio. Si potrà così rivedere la sessione di test, ascoltando la voce dell’intervistatore e dell’utente in modo da capire quali task sono stati più difficoltosi, e perchè.

Il test dovrebbe coinvolgere tutti i componenti del team che lavora al progetto, che assisteranno alla prova da un’altra stanza grazie ad un software di condivisione dello schermo. In questo modo, alla fine di ciascun test potranno intervenire per fare delle domande all’utente. Nel caso che questa soluzione non sia praticabile, magari perchè il team è composto da collaboratori freelance che lavorano da remoto, con tempi ed orari diversi l’uno dall’altro, si potrà condividere fra di essi soltanto la registrazione.

Il briefing che conclude il test di usabilità

Dopo che tutti i membri del team hanno partecipato al test o visionato le registrazioni, si procede al briefing, in cui si crea una lista dei principali problemi riscontrati, in ordine di importanza. In particolare, ciascun membro del team deve indicare i maggiori problemi di usabilità che ha rilevato, che vengono messi per iscritto. Tra tutti i problemi così individuati vengono considerati i primi dieci in ordine di importanza, e per ciascuno di essi viene individuata la necessaria correzione. Il risultato del briefing è un documento nel quale sono elencati questi problemi e le soluzioni da implementare.

Come abbiamo visto, I test di usabilità fai-da-te non richiedono un grande dispendio di risorse. Per questo motivo possono essere ripetuti più volte durante la realizzazione del progetto. In ogni caso, è importante che siano effettuati nelle fasi iniziali dello stesso. Infatti, è molto più semplice apportare le correzioni necessarie quando il sito è ancora nella fase della struttura concettuale, piuttosto che nella fase dello sviluppo vero e proprio, dove ogni cambiamento può costare ore ed ore di lavoro.

Se vuoi approfondire l’argomento, ti consiglio questo libro di Steve Krug dedicato proprio ai test di usabilità fai da te. Se pensi che questo post sia interessante per i tuoi contatti, condividilo!